condividi questa pagina
Condividi su Linkedin
Condividi su Google plus
Condividi su Twitter
Condividi su Facebook

Certificati di Origine: nuove disposizioni per il rilascio dei Certificati di Origine e altri visti per l’estero

dal 1° GIUGNO 2019 obbligo domanda di rilascio con modalità telematica

Certificati di Origine: nuove disposizioni per il  CO_telematici_1.06.2019_4690_1.png (Art. corrente, Pag. 1, Foto logo) 

dal 1 GIUGNO 2019 obbligo della domanda di rilascio con modalità telematica

Con Circolare n. 62321 del 18 marzo 2019 del Ministero dello Sviluppo Economico sono state emanate le Nuove Disposizioni per il rilascio dei Certificati di Origine e altri visti per l’estero (scaricabile nella sezione Documenti e link utili in fondo a questa pagina). Il documento è pubblicato sul sito del MISE al seguente indirizzo: www.mise.gov.it/index.php/it/impresa/camere-di-commercio

Esso dispone che, in conformità a quanto previsto dal Codice dell’amministrazione digitale sulle modalità di comunicazione con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche, dal 1 GIUGNO 2019, la domanda di rilascio del Certificato di origine deve essere presentata con modalità telematica, attraverso piattaforme informatiche in uso presso le Camere di Commercio ed essere firmata digitalmente dal richiedente.

Al fine di applicare le Disposizioni garantendo alle imprese l’opportuna formazione, abbiamo programmato una serie di Incontri formativi sul programma CERT'O' per la richiesta on-line del Certificato di Origine.

Link al Calendario incontri programma Cert'ò con date e modulo iscrizione on-line

La partecipazione agli incontri è gratuita, ma è necessario iscriversi compilando il Modulo di iscrizione on-line relativo ad ogni incontro.

Il Dirigente Area 1
dr. Michele Marchetto

Istruzioni per la compilazione del modulo richiesta di Certificati di Origine, come da Circolare MISE n. 62321 del 18 marzo 2019

Casella 1: “Speditore”
Casella 1. : “Speditore”: indicare il nome o la denominazione sociale e l’indirizzo completo dello speditore, come risulta dal Registro delle Imprese.

Per speditore si intende colui che redige a suo favore la fattura di vendita delle merci e/o chi è in definitiva responsabile della loro esportazione, sia che proceda egli stesso a tale operazione sia che ne dia incarico a terzi. Nel caso in cui lo speditore non sia direttamente colui che emette la fattura di vendita verso il destinatario finale, nella casella 1 deve essere menzionato il nominativo di colui che provvede alla spedizione e la dicitura ”per conto di” seguita dal nominativo di colui che emette la fattura di vendita all’estero. Deve, inoltre, essere allegata la delega a richiedere il certificato di origine con menzione degli estremi della fattura di vendita e del destinatario finale.

Si ricorda, infatti, che il conferimento di incarico a richiedere il certificato di origine deve essere documentato da parte di colui che emette la fattura di vendita verso il Paese destinatario delle merci.
In tali casi di transazioni triangolari, è richiesta di norma l’esibizione di una copia della fattura verso il destinatario finale, salvo i casi di impedimento per riservatezza commerciale. In tale ultima circostanza farà fede la sola menzione del destinatario e degli estremi della fattura nell’atto di delega.

Casella 2: “Destinatario”
Casella 2.: “Destinatario”: indicare il nome o la denominazione sociale e l’indirizzo completo dell’ acquirente estero.

Il nome del Paese deve essere indicato per esteso (le sigle non sono ammesse). E’ possibile scrivere solo le parole “All’ordine” seguite, eventualmente, dal nome del Paese di destinazione, se conosciuto. Qualora la merce sia destinata ad un Paese diverso da quello della prima destinazione, è possibile indicare entrambi gli indirizzi oppure, quando la merce sia destinata direttamente in un Paese diverso da quello dell’acquirente e l’indirizzo di destinazione sia chiaramente espresso nella fattura, è consentito menzionare anche il solo destinatario finale delle merci.

Qualora non sia nota la destinazione finale delle merci e venga presentata una fattura di vendita tra due soggetti nazionali (anche imponibile IVA) per merci destinate successivamente ad essere esportate, può essere emesso un certificato di origine con la menzione “all’ordine”, a condizione che il richiedente dichiari formalmente che le merci saranno oggetto di futura esportazione o che tale circostanza risulti evidente nella documentazione commerciale.

Casella 3: “Paese di origine”
Casella 3.:Indicare il nome completo del Paese di origine della merce:

a) merci di origine dell’UE: usare la dicitura “Unione europea” seguita, se necessario, dal nome dello Stato membro.
“Unione europea” è l’unica menzione da utilizzare per i prodotti originari dell’UE; per l’indicazione degli Stati membri il Paese deve essere indicato con il nome ufficiale, ad es. Stati Uniti d'America.

b) merci di origine non UE o multipla: Indicare il/i nome/i del/i Paese/i terzo/i.
Se le esigenze commerciali lo richiedono, è possibile indicare più Paesi di origine nella casella 3 (riferiti ad una sola spedizione), avendo cura di precisare, nella casella 6 “descrizione della merce”, il Paese di origine a fianco di ogni singolo articolo menzionato, e – nel caso di origine multipla - separando in maniera evidente le merci di origine UE da quelle di origine extra UE.

Casella 4: “Informazioni riguardanti il trasporto”
Casella 4: La compilazione di questo spazio è facoltativa.

Si consiglia di indicare in questa casella il mezzo di trasporto utilizzato (aereo, nave, autocarro ecc.). Si raccomanda la menzione “trasporti misti” quando la merce viene trasportata con mezzi diversi. La menzione relativa alla scelta del trasporto è importante per le merci di difficile identificazione, quali le merci alla rinfusa o quelle che non recano caratteristiche quali marchi e numeri. Può essere adottata altresì la dicitura “da stabilirsi”.
Solo se presenti anche in fattura di vendita possono essere riportati sul certificato di origine dettagli più specifici relativi al trasporto (container, porto di destino ecc.).

Casella 5: “Osservazioni”
Casella 5:  Questo spazio può essere usato per indicare informazioni che non potrebbero essere inserite altrove e che potrebbero rivelarsi utili per l’identificazione della spedizione (ad es. buono d’ordine, numero della licenza o del credito documentario, termini di resa, ecc.).
Non è ammesso l’uso di questo spazio per l’indicazione di menzioni discriminatorie nei confronti di altri Paesi.
Sono ammessi in questa casella i riferimenti a documenti commerciali relativi alla spedizione che possono essere, comunque, richiesti in visione dalla Camera di Commercio.

Casella 6: “Numero d’ordine, marche, numeri, quantità e natura dei colli, denominazione delle merci”
Casella 6: Descrizione completa delle merci, elencate per numero d’ordine progressivo, marche, sigle, quantità e natura dei colli, ecc., utilizzando sia i termini tecnici propri ai prodotti esportati, che la loro denominazione commerciale consueta, al fine di far figurare una designazione chiara delle merci, tale da consentire una loro identificazione, utile anche per una corretta classificazione doganale nel Paese di destinazione.
Le indicazioni generiche quali “prodotti chimici”, “prodotti metallici”, “macchinari”, ecc. non sono sufficienti e devono essere dettagliate.

Se la casella 6 non è sufficiente per la descrizione delle merci possono essere adottate due soluzioni:

  1. utilizzare più moduli di certificato di origine; ogni modulo successivo deve essere compilato in modo identico al primo formulario in tutte le caselle ad eccezione della 6), che conterrà invece la prosecuzione della lista delle merci. Sui formulari successivi al primo sarà fatto riferimento sempre al numero del primo formulario utilizzato preceduto dalla seguente citazione: “segue certificato di origine numero ________”.
    Il certificato di origine che ne deriva è un unico atto per il quale è richiesto un solo diritto di segreteria.
  2. designare le merci con una denominazione generica, seguita dall’indicazione “secondo fattura allegata”, che permetta in ogni caso un’identificazione chiara della natura delle merci.
    La fattura diverrà parte integrante del certificato.

In questo caso la fattura  – oltre ai suoi elementi essenziali – deve contenere solamente le informazioni previste dal formulario del certificato di origine e nessun’altra indicazione aggiuntiva.
In alternativa, se la fattura contiene informazioni incompatibili con il contenuto del certificato di origine, può essere allegata una “packing list” o “lista valorizzata” (documento che presenta le caratteristiche proprie di una normale fattura di vendita, in termini di descrizione del prodotto e di informazioni in esso contenuti ma che non assume rilevanza fiscale). La packing list che in questo caso diverrà parte integrante del certificato di origine.

Qualora lo spazio rimanente immediatamente sotto la descrizione dei prodotti non sia utilizzato, è necessario barrarlo in modo da non rendere possibile l’inserimento di qualsiasi ulteriore indicazione.

Casella 7: “Quantità”
Casella 7:  Indicare la quantità dei prodotti da esportare, precisando l’unità di misura utilizzata (peso, volume, capacità, pezzi ecc.); nel caso sia scelta l’unità di peso è necessario precisare se si tratta di pesi netti o lordi.
Per consentire i controlli da parte della Camera di commercio, è necessario che le quantità della merce in esportazione, per la quale si chiede il certificato di origine, siano indicate e individuabili anche nella fattura di vendita.

Guide

Guida MISE: Nuove Disposizioni per il rilascio dei Certificati di Origine e altri visti per l’estero

Contatti
Certificazione estero
VICENZA, Via Montale 27
[pianoterra - sportelli 2, 3 - uffici 0.10 - 0.11]
servizi rilasciati SOLO SU APPUNTAMENTO