DefinizioneL’attività di lavanderia, tintoria e pulitura a secco è generalmente considerata attività artigianale.
Per ulteriori informazioni e per conoscere le modalità di iscrizione nell’Albo delle Imprese Artigiane è possibile consultare
Albo Imprese Artigiane.
Nello specifico, per iniziare l'attività di lavanderia, pulitura a secco è necessario in primo luogo ottenere
l’autorizzazione allo scarico, ai sensi del D. Lgs. 152/99 e del regolamento comunale di fognatura.
Per quanto concerne eventuali ed ulteriori autorizzazioni amministrative suggeriamo di rivolgersi direttamente presso il Comune in cui si intende svolgere l’attività.
Ai sensi del Decreto Ministeriale 16 gennaio 2004 n. 44, le aziende che effettuano l'attività di pulitura a secco con
impianto a ciclo chiuso, escluse quindi le aziende che effettuano solo il lavaggio ad acqua, sono obbligate anche a presentare
domanda all'Amministrazione Provinciale ed al Comune stesso per l'ottenimento dell'Autorizzazione Generale alle emissioni in atmosfera.La normativa vigente non prevede la denuncia di inizio attività obbligatoria ai fini dell’esercizio.
Alcune fonti (
www.artigianinet.it) indicano che “di norma è sufficiente presentare la denuncia di inizio attività al Comune in cui ha sede l'esercizio ai sensi dell'art. 216 del T.U. Leggi sanitarie n. 1265/1934”. Pertanto, suggeriamo di rivolgersi al Comune competente per chiarimenti in merito alla necessità di effettuare la denuncia di inizio attività.
LAVANDERIA A GETTONEUna lavanderia ad acqua self-service è uno spazio allestito con lavatrici professionali ed essiccatoi che possono essere utilizzati dalla clientela, acquistando gli appositi gettoni.
Il meccanismo è simile a quello degli autolavaggi self-service: il cliente acquista il gettone per usufruire dei macchinari che gli occorrono e, nel caso ne sia sprovvisto, compra anche gli appositi prodotti detergenti.
Le lavanderie a gettone sono attività iscrivibili al Registro delle Imprese.
Per conoscere le modalità di iscrizione nel Registro delle Imprese è possibile consultare
Registro delle imprese.
Esse sono soggette all’autorizzazione di cui all’art. 64 T.U.L.P.S. per le cosiddette industrie pericolose e mestieri incomodi.
ModulisticaPer la modulistica relativa alle autorizzazioni sanitarie e per ulteriori informazioni, suggeriamo di rivolgersi allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si intende svolgere l’attività.
NoteMolto spesso le attività di lavanderia, tintoria, pulitura a secco offrono come servizio accessorio la raccolta degli indumenti presso il domicilio del cliente. Ai sensi dell’art. 23 comma 8 del “Nuovo Codice della Strada”, la pubblicità fonica sulle strade è consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento (comunale). Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell'anno.
Per richiedere l’autorizzazione ad effettuare pubblicità fonica in relazione all’attività svolta, suggeriamo di rivolgersi direttamente ai Comuni in cui si intende operare.
Normativa di riferimentoRegio decreto 18 giugno 1931, n. 773
“Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”Capo VI - Delle industrie pericolose e dei mestieri rumorosi e incomodi
Art. 64Salvo quanto è stabilito dall'articolo precedente, le manifatture, le fabbriche e i depositi di materie insalubri o pericolose possono essere impiantati ed esercitati soltanto nei luoghi e con le condizioni determinate dai regolamenti locali.
In mancanza di regolamenti il Podestà provvede sulla domanda degli interessati.
Gli interessati possono ricorrere al Prefetto che provvede, sentito il consiglio provinciale sanitario, e, se occorre, l'ufficio del genio civile.